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Il Taranto all’assalto dell’Akragas

Il Taranto all’assalto dell’Akragas

TARANTO - Una partita per crescere, come le altre e forse anche di più, ma soprattutto una gara per solcare con forza e sostanza di classifica la salvezza senza play-out.
Il Taranto si accinge a vivere un ciclo di scontri diretti contro formazioni più o meno sullo stesso piano tecnico, dunque un segmento di stagione nel quale provare a confermarsi nell’identità di gioco, di fisionomia definitiva, di completamento conclusivo della sua reale forza in funzione dell’obiettivo stagionale. Pur avendo collezionato, con Ciullo in panchina, otto punti in quattro partite di cui 4 conseguiti contro formazioni di alta classifica (Catania e Foggia) è come se adesso arrivasse il difficile, si entrasse cioè nel vivo della maturazione e nel cuore del campionato.
Nelle prossime cinque domeniche, la squadra rossoblù affronterà Akragas (oggi), Messina, Paganese, Virtus Francavilla (non proprio scontro diretto) e Reggina: mancano circa 11 punti alla conservazione della categoria, l’auspicio è che posano arrivare proprio da questo solco di incontri. Il che potrebbe riportare quell’antica euforia che ad inizio stagione aveva iniettato il ripescaggio e che successivamente aveva lasciato spazio alla depressione con riflessi evidenti nelle presenze sugli spalti. Ora i giudizi cominciano ad essere consoni con il campionato che si sta disputando.

La classifica da ragione agli obiettivi ed ai risultati solcati finora. Si attende, adesso, il passaggio ad una specie di “fase 3”, quella in cui misurare sul serio cosa il Taranto sia e cosa potrà essere fino al termine dell’annata. Dunque questo Taranto così compatto e determinato, solido e vincente, deve dimostrare oggi pomeriggio di che pasta, realmente, è fatto. Se può, come si pensa da più parti, navigare sereno verso il mantenimento della categoria; o se per centrare il traguardo della salvezza occorre compiere un ulteriore salto di qualità nel gioco, nella fase di possesso, nella varietà di soluzioni tattiche da utilizzare.
Il giudizio sulla squadra, infatti, è attendibile ma aspetta ancora qualche passo in avanti: nella fase difensiva, quella relativa alla compattezza, al coraggio, al sacrificio il gruppo è affidabile. Questa valutazione parziale deve ulteriormente completarsi, aggiungendo vivacità, fraseggio, meccanismi e movimenti che esaltino la metà offensiva del campo. Guardando la rosa dell’Akragas, avversario di questo pomeriggio (calcio d’inizio alle 14,30), i siciliani appaiono qualitativamente meno forti e peraltro in decrescita di condizione, ma questo non deve indurre in sottovalutazione dell’impegno. Il trainer agrigentino, Di Napoli, ha portato tutti in ritiro da inizio settimana e chiamato i suoi uomini alla partita della vita. Di conseguenza l’Akragas vuole trasformare la crisi in ansia di riscatto. Perciò la partita di oggi può considerarsi allo stato attuale uno scontro diretto tra chi deve migliorare ma è già a buon punto (il Taranto) e chi (i siculi), come detto, ha l’acqua alla gola e non può perdere uno degli ultimi treni per sperare nella salvezza senza play-out.

La vigilia è trascorsa tranquilla in casa tarantina. Ciullo non ha rivelato la formazione, lasciando in piedi sostanzialmente due ballottaggi: quello tra Guadalupi e Pirrone per la maglia da centrocampista centrale; quello tra Som e Pambianchi per la funzione di esterno sinistro difensivo. Dettagli rispetto alla persistente defezione di Paolucci, al posto del quale giocherà ancora Potenza. La squadra di Di Napoli si coprirà con il suo collaudato 3-5-2. Quindi la gara appare con un leggero favore della vigilia appannaggio del Taranto, ma a ben guardare sarà apertissima, con spalti aperti anche ai tifosi ospiti purché muniti di tessera del tifoso. Le iniziative a prezzi ridotti per donne e bambini, ci si augura, porteranno forze fresche ed entusiasmo suppletivo allo “Iacovone”.


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Domenica 12 Marzo 2017 - Ultimo aggiornamento: 14:34

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