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De Picciotto nel Lecce con il 30%: «Il mio impegno? Perché credo in questo progetto»

De Picciotto nel Lecce con il 30%: «Il mio impegno? Perché credo in questo progetto»

Per ora al tavolo del club giallorosso i soci sono sempre gli stessi. La torta, però, è spartita in modo diverso perché René De Picciotto, ex banchiere svizzero, ha acquisito una fetta più sostanziosa. Dopo aver rilevato il quindici per cento del pacchetto azionario, adesso si è spinto al trenta per cento. Il passo in avanti fatto dal facoltoso imprenditore svizzero è stato reso noto ieri dal sodalizio di via Colonnello Costadura. 

Dottor De Picciotto, cosa l’ha spinta ad aumentare la sua presenza nella proprietà del Lecce Calcio. Lei, di fatto, ha raddoppiato le sue quote di partecipazione.

«È proprio così, ho raddoppiato la mia presenza passando dal precedente 15 all’attuale 30 per cento del pacchetto azionario del Lecce. Perché l’ho fatto? Sono diversi i fattori. Diciamo intanto che si è presentata la possibilità di rilevare le quote di alcuni piccoli azionisti che avevano manifestato la volontà di passare la mano mentre altri volevano diminuire la propria presenza nel club. Non nascondo poi che c’era anche la volontà comune di avviare un percorso di medio termine per la società e di conseguenza serviva una disponibilità finanziaria un po’ più grossa. Tutto qui, non c’è alcun segreto e tengo a sottolineare che non cambierà nulla rispetto al passato nella vita societaria. Non cambia il controllo, non cambia il consiglio di amministrazione, non cambia niente, le persone che lo gestivano prima continueranno a gestire il Lecce. Certo, condividiamo le decisioni ma niente di più».

Nell’intervista rilasciata a maggio al Nuovo Quotidiano di Puglia lei disse che nel calcio i denari si perdono soltanto. Ora lei ha compiuto un passo importante che dà maggiore solidità al club e permette al Lecce di guardare al futuro con più ottimismo. Significa pure che Renè De Picciotto si sta appassionando sempre di più alla squadra giallorossa?

«Guardi, posso dire che ci credo di più... appassionarmi però è una parola grossa. Le cose devono rimanere ragionevoli e ritengo con i miei mezzi di poter dare una mano senza fare cose assurde. Ho sempre ragionato in questo modo e continuerò a fare così».

La scelta del Lecce di non riscattare l’attaccante Di Piazza, uno degli artefici principali della promozione in serie B, sembra essere la conseguenza di ciò che aveva consigliato al presidente Sticchi Damiani nell’intervista di maggio: “Dinanzi a decisioni importanti bisogna mettere da parte il cuore e usare la testa”.

«Confermo ciò che ho detto a maggio, per me bisogna sempre decidere con la testa e non lasciarsi prendere dalle ragioni di cuore. Onestamente però non entro mai in casi individuali e nella fattispecie del calciatore Di Piazza anche perché non conoscendo a fondo la situazione non mi permetto neanche di esprimere un giudizio. Posso rivelare invece ciò che ho detto ai miei soci: li ho invitati ad approfittare, se possibile, della situazione di imbarazzo in cui si trovano in questo momento alcuni club, per le più svariate ragioni. Ho detto loro di essere prudenti, ma non troppo, sul budget per la prossima stagione. Vista la situazione è giusto da parte nostra avere maggiori ambizioni rispetto a ciò che avremmo fatto un mese fa».

In questi giorni il Lecce è stato alle prese con il grosso problema del Via del Mare, al momento ancora non idoneo per ospitare le partite del campionato di serie B a causa della scarsa potenza dell’impianto di illuminazione. Quello dello stadio è un problema che va affrontato e risolto al più presto, non crede?

«A dire il vero sono diverse le problematiche che interessano il Via del Mare e non solo l’impianto di illuminazione. Io ho detto la mia: oggi la società ha degli obblighi da rispettare e si sta adoperando in tal senso anche se la proprietà dell’impianto appartiene al Comune e non al club. Aggiungo pure che sappiamo benissimo che tutti gli enti ora come ora sono alle prese con problemi finanziari in quanto non ci sono denari disponibili. Detto questo però è necessario giungere ad una soluzione intelligente ma non solo sull’impianto di illuminazione. Le posso dire che stiamo discutendo una nuova convenzione e ho consigliato a Saverio di accelerare l’iter almeno per avere qualcosa di stabile, di logico prima dell’inizio della nuova stagione sportiva. I tempi sono stretti e non vorrei trovarmi tra un mese davanti a impossibilità fisiche».

State valutando la possibilità di acquistare il Via del Mare?

«Le confesso che io lo avevo accennato. Probabilmente il Comune ha bisogno di tempo per decidere ma al di là di questo servono anche dei pareri dello Stato, del demanio. Diciamo che non è poi così semplice come potrebbe sembrare. Noi potremmo anche cominciare a fare dei pagamenti ma i nostri denari non sarebbero garantiti da niente e da nessuno. Quindi, è preferibile andare avanti per step e per ora bisogna concentrarsi solo sulla nuova convenzione».

Una volta superato questo step penserete all’acquisto del Via del Mare?

«Valuteremo tutte le possibili soluzioni. Tenga conto che il Lecce è un club sano, la proprietà non ha i problemi che in questo momento attanagliano tanti altri club, nè di persone nè di bilancio, quindi vogliamo approfittare di questa posizione di privilegio e del fatto che disponiamo di un certo bacino di tifosi nella regione per guardare al futuro con ottimismo. Sempre senza farsi delle illusioni eccessive».

Dottor De Picciotto, a che punto è l’operazione per l’acquisto della vecchia sede del Banco di Napoli?

«Nei giorni scorsi abbiamo consegnato al Comune la pratica con la richiesta del cambio di destinazione d’uso. Aspettiamo dunque la risposta, speriamo arrivi in tempi brevi e ci auguriano ovviamente sia positiva. Solo a quel punto eserciterò il diritto d’acquisto dell’immobile».


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