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Stagione incredibile: il doppio passo di Sticchi Damiani

Stagione incredibile: il doppio passo di Sticchi Damiani

Uno e due: 29 aprile 2018, 11 maggio 2019. Dalla C alla serie A. Due passi che riscrivono la storia del Lecce ma soprattutto due momenti che restituiscono alla Puglia un patrimonio dallo straordinario appeal. Ovviamente, per muovere meccanismi così perfetti e complessi, occorrono uomini che credono profondamente in un progetto, uomini che hanno dentro l'attaccamento al territorio e alla gente. Insomma, uomini che lavorano per accendere nuove luci su un Sud, così lontano da tutto.
Saverio Sticchi Damiani, sbarca in serie A proprio nel giorno del suo 44° compleanno. Lui, è il presidente della svolta, il dirigente che ha preso per mano il Lecce per farne una realtà di primo piano nel calcio italiano. «Non finirò mai di ringraziare Liverani per il capolavoro portato a termine, le scelte del diesse Meluso, lo straordinario lavoro dei giocatori, eppoi questa gente», qui scappa la lacrimuccia.
In un campionato come quello condotto dal Lecce, i passaggi chiave non mancano, si identificano soprattutto in quella squadra costruita in estate, in un gruppo scelto e voluto nel Salento per provare a fare qualcosa di interessante dopo gli anni bui della serie C e quelle scelte, già al primo esame di Benevento sono sembrate quelle che potevano regalare qualcosa di più di una semplice salvezza. «Eravamo partiti con un progetto che sicuramente non era quello della promozione diretta», riprende Sticchi Damiani, l'uomo guida di questo Lecce, «non poteva essere così perché il campionato proponeva realtà solide, mi riferisco a Benevento, Verona, Crotone, Palermo e Brescia, antagoniste costruite e strutturate per ottenere il risultato immediato della promozione. Noi abbiamo avuto il merito di restare sempre nella scia del gruppo di testa, poi alla fine del girone di andata, ci siamo guardati attorno e ci siamo detti: proviamoci. Lì, è iniziata una nuova storia». Il presidente si ferma, c'è attimo di silenzio. È come se volesse prendere fiato per ricordare un episodio: «Sì, penso al dramma vissuto da Scavone, la paura e a quel gruppo che da quel momento si è compattato dimostrando valori umani straordinari. Quello è stato un altro momento chiave».
Ma nel campionato del Lecce non possono essere sottolineati altri due momenti: l'arrivo del greco Tachtsidis e le tre vittorie di fila al Via del Mare. «Con la scelta di Tachtsidis, siamo usciti allo scoperto perché era arrivato il momento per dire al campionato ci siamo anche noi. Il resto lo ha raccontato il terreno di gioco».
Il Lecce riconquista il Salento e questa terra ripaga il suo lavoro con i trentamila e passa tifosi della decisiva sfida del Via del Mare. Tanti, in un fiume di entusiasmo che ha percorso tutto e tutti. «Uno dei nostri obiettivi», spiega il front-man giallorosso, «era quello di riportare allo stadio le famiglie ma anche di avvicinare i tifosi più piccoli al nostro progetto di calcio pulito, trasparente ma anche vincente. Siamo partiti dallo zoccolo duro di quei diecimila abbonati che hanno creduto in noi all'inizio di questa avventura in serie B. Oggi ne abbiamo avvicinati ventimila in più e questo significa che l'amore per questi colori non è mai mancato e andava solo rispolverato con un'idea nuova di fare calcio».
Dalla festa ai progetti, il passo è breve. Una delle priorità resta il problema del Via del Mare, una struttura che mostra il segno degli anni e che necessita di interventi importanti, non di un semplice rattoppo insomma.
Un primo e significativo passo è stato già effettuato ed è quello dell'avvio dell'iter per l'affidamento della struttura attraverso una concessione trentennale ma prima di ogni cosa sono da valutare i costi dell'operazione. «Farci carico del restyling dello stadio e senza aiuti, significa fare delle rinunce sul piano tecnico, questo mi sembra chiaro», dice il presidente. «Ovviamente con l'intervento dell'imprenditoria e degli amministratori del territorio, lo scenario sarà diverso».
Sipario sul campionato, in una stagione partita con il torrido caldo di una crisi senza precedenti punteggiata da fallimenti, ricorsi, fidejussioni farlocche e mille polemiche. Oggi c'è Palermo nell'occhio del ciclone. «Quello che è importante in questo momento è garantire la regolarità al campionato evitando tempi lunghi», riprende e conclude Sticchi Damiani.


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